Sono nato in una famiglia di macellai, e il mio cognome lo racconta ancora oggi. A dire il vero, nessuno avrebbe immaginato che avrei dedicato la mia vita all’arte, tranne mia madre. È stata lei la prima a vedere qualcosa nei miei disegni quando avevo dodici o tredici anni. Disegnavo ovunque e in qualsiasi momento, spinto da una curiosità naturale che mi portava a osservare e rappresentare il mondo che mi circondava.
Paolo Manzari
Fu proprio grazie all’intuizione e alla determinazione di mia madre che venni iscritto al neonato Istituto d’Arte di Bari. Da quel momento il mio percorso prese una direzione precisa. Non fu una strada semplice: io e la mia famiglia abbiamo affrontato sacrifici importanti, ma la passione per l’arte era più forte di qualsiasi difficoltà.
Successivamente riuscii a iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, un’esperienza che ha segnato profondamente la mia formazione. Lì ho avuto la fortuna di incontrare il maestro Emilio Greco, una figura che ha lasciato un’impronta indelebile nel mio percorso artistico. Greco apprezzava il mio lavoro e la mia ricerca personale al punto da dirmi spesso che non era necessario seguire le stesse tracce assegnate agli altri studenti: potevo esprimermi liberamente e seguire la mia visione.
Quella fiducia è stata per me un dono prezioso. Mi ha aiutato a sviluppare un linguaggio personale, ad affinare la tecnica e soprattutto a credere nell’importanza dell’autenticità. Ancora oggi porto con me quell’insegnamento: l’arte non è imitazione, ma ricerca continua, libertà e verità.
Il mio percorso nasce da lì: da una famiglia semplice, dall’amore e dall’intuizione di una madre che ha creduto in me, dai sacrifici condivisi, dal sostegno incrollabile di mio fratello Mario e dalla fortuna di aver incontrato grandi maestri. Tutto il resto è il racconto di una vita dedicata all’arte.



















